Sui confini degli errori formali anche l’Agenzia va in confusione

C’è davvero qualcosa che non torna nella circolare 11/E/2019 delle Entrate sulla sanatoria delle irregolarità formali.

Si è già riportato (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) che non si può affermare che violazioni come quelle relative allo spesometro e alla comunicazione della liquidazione periodica Iva siano da considerarsi «formali» solamente quando l’imposta è stata assolta regolarmente. Che cosa vuol dire? Se, ad esempio, un contribuente in sede di liquidazione periodica non versa l’imposta dovuta, risulta sanzionato in base all’articolo 13 del decreto legislativo 471/1997, con una penalità (ordinariamente 30%) relativa certamente ad una violazione di tipo sostanziale. Ma il fatto che la comunicazione di sintesi della liquidazione sia stata presentata regolarmente o meno non ha proprio alcun nesso con il fatto che l’imposta non sia stata versata.

Lo stesso principio vale se il contribuente non ha emesso una fattura e magari non ha riportato correttamente nella comunicazione di sintesi della liquidazione periodica tutti i dati richiesti (certamente non quelli della fattura non emessa).