Forfettari, per i dipendenti scattano le ritenute arretrate

I contribuenti che applicano il regime forfettario devono effettuare le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati che hanno erogato; il decreto Crescita, in corso di approvazione definitiva al Senato, conferma quindi la norma già contenuta nel decreto legge.

Il comma 69 della legge 190/2014, che ha istituito il regime forfettario, prevede l’esonero dall’applicazione delle ritenute per i contribuenti che lo adottano; il Dl 34/2019, articolo 6, ha aggiunto un periodo nel comma 69 prevedendo che tale esonero non va applicato con riferimento alle ritenute di cui agli articoli 23 e 24 del Dpr 600/1973, vale a dire quelle sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Lo scopo di questa disposizione è quella di adeguare il regime forfettario alle modifiche apportate dalla legge di Bilancio per il 2019; quest’ultima, infatti, ha eliminato la soglia di 5mila euro riferita alle spese sostenute per l’impiego di lavoratori, al di sopra della quale non era consentito accedere al regime. Non è quindi previsto più nessun limite di compensi corrisposti relativamente al personale dipendente.

L’obbligo di effettuare le ritenute decorre dal 1° gennaio 2019; pertanto, dalle prossime retribuzioni da erogare dovranno essere trattenute anche le ritenute dei primi mesi dell’anno.