Cessione fabbricati, molti limiti per il registro fisso

I trasferimenti di fabbricati interi a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione che si impegnano a demolirli e ricostruirli (anche con diversa volumetria), nonché a venderli nei dieci anni successivi, sono soggetti all’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa.

Ma l’agevolazione dipende da colui che cede il fabbricato, a seconda che sia o meno un soggetto Iva.

L’articolo 7 del Dl n. 34/2019 (decreto crescita) prevede delle importanti condizioni: l’impresa acquirente deve effettuare sul fabbricato degli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo o interventi di ristrutturazione edilizia.

Siccome la norma è rivolta a promuovere un reale processo di rigenerazione urbana, è necessario che gli interventi siano realizzati conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B. L’agevolazione viene meno se nel termine di dieci anni non vengano effettuate le vendite di almeno il 75% del volume del nuovo fabbricato.

Se tale condizione non viene rispettata, sarà dovuta l’imposta di registro nella misura ordinaria del 9%, oltre alla sanzione del 30% e gli interessi di mora dalla data di acquisto. Le imposte ipotecarie e catastali sono comunque dovute in misura fissa di euro 200 cadauna.