Eredità d’azienda, coniuge esentato

Il trasferimento d’azienda, di quote sociali e di azioni non è soggetto all’imposta di successione non solo se a succedere siano i discendenti, ma anche se si tratti del coniuge. La disciplina normativa sembrerebbe sottoporre a tassazione il solo coniuge – e non i discendenti – che, per evenienza accidentale, si sia trovato a succedere in un’azienda o società tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2007, e solo per questo periodo. Successivamente, infatti, soccorrerebbe l’esclusione prevista per tutti, coniuge e discendenti, ma solo dal 1° gennaio 2008.

La Ctr dell’Emilia Romagna, con ordinanza del 10 maggio 2018, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 3, comma 4-ter del Dlgs 346/1990, come modificato dalla legge 296/06, nella parte in cui non prevede, per le successioni aperte tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2007, che non siano assoggettati ad imposta di successione i trasferimenti di aziende o rami di esse, anche in favore del coniuge non legalmente separato.