Call off stock semplificato se il cliente è definito

Il regime Iva di call-off stock ha trovato in definitiva una collocazione normativa. Il disegno di legge europea 2019-2020 (in corso di esame al Senato, atto S. 1721) recepisce la riforma attuata in materia dalla direttiva (UE) 2018/1910 e predispone le norme – articolo 38-bis e 41-bis Dl 331/1993 – per allineare l’ordinamento interno a quello unionale.

Il recepimento formale consentirà alle imprese di gestire, sul piano fiscale, in modo     molto più fluido su tutta l’Unione europea i contratti in cui i beni vengono inviati presso il cliente, ma che divengono di proprietà dello stesso solo quando quest’ultimo inserisce i beni nel proprio processo produttivo

Nello specifico, il legislatore nazionale disciplina il regime di call-off stock, in termini speculari, sia in riferimento al lato acquisti sia a quello vendite dell’operazione che si svolge sul piano Ue.

L’operatore (soggetto passivo) che trasferisce beni della sua impresa da un altro Stato membro nel territorio dello Stato non effettua un acquisto intraUe se: 1. trasporta   (direttamente o tramite terzo), in un magazzino situato nello Stato, beni che un altro soggetto passivo (già individuato nel contratto) avrà diritto di acquistare; 2. non ha in Italia la sede della propria attività economica o una stabile organizzazione; 3. gli è noto, fin dall’inizio del trasporto, l’identificativo Iva del soggetto destinatario dei beni.

Laddove tali condizioni sono soddisfatte, l’acquisto intraUe si considera effettuato dal destinatario, purché questi, entro 12 mesi dall’arrivo dei beni nello Stato, acquisti la proprietà dei beni (tale ultima circostanza per lo più si realizza con il prelievo della merce dal magazzino).

Il regime viene meno se, entro 12 mesi dall’arrivo della merce in Italia, si verificano degli eventi che ne impediscono il perfezionarsi delle condizioni sopra dette, con la conseguenza che il cedente realizza un acquisto intraUe assimilato in Italia ed è soggetto agli adempimenti connessi. Si tratta, in particolare, dell’ipotesi in cui viene meno una delle condizioni indicate: non si realizza la cessione, i beni sono ceduti a un soggetto diverso da quello designato da quello che lo ha sostituito, i beni sono trasportati in un altro Stato, si verifica la distruzione, il furto o la perdita dei beni.

Diverso è il caso in cui l’acquisto intraUe non si realizza. Ciò avviene quando, entro 12 mesi dall’arrivo nello Stato, i beni non sono ceduti all’acquirente predesignato ma sono rispediti nello Stato membro di partenza.