La lite fiscale aperta non blocca la definizione amichevole Ue

Il decreto Agosto corregge la “svista” attuativa della direttiva Ue sui meccanismi di risoluzione amichevole delle controversie in materia fiscale.

Con un intervento correttivo all’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 49/2020, attuativo della direttiva sui meccanismi di risoluzione amichevole delle controversie in materia fiscale nell’Unione europea (direttiva 2017/1852), il decreto Agosto (decreto legge 14 agosto 2020, n. 104) ha eliminato un “refuso” che avrebbe potuto limitare l’accesso alla procedura disciplinata dalla direttiva.

La norma oggetto di modifica prevedeva l’inibizione dell’accesso alla procedura amichevole qualora sulla questione controversa fosse intervenuta una sentenza tributaria di merito.

In pratica, in base alla precedente formulazione, i contribuenti destinatari di una pronuncia tributaria di primo o di secondo grado, ancorché non passata in giudicato, avrebbero potuto vedersi legittimamente rigettare l’istanza di avvio della procedura o decretare la sua conclusione qualora la decisione fosse intervenuta a procedura in corso.

In via di principio, tra l’altro, questa preclusione avrebbe comportato un evidente disallineamento della normativa attuativa con quanto prescritto dalla direttiva 2017/1852 (all’articolo 16, paragrafi 3 e 4), in particolare laddove quest’ultima privilegia la definitività dei pronunciamenti giurisdizionali, disponendo che soltanto una sentenza definitiva inibisce l’accesso alla procedura, o ne interrompe in itinere la prosecuzione, per i Paesi (ad esempio, l’Italia) per i quali il diritto nazionale non consente di derogare alle decisioni dei giudici.

Per effetto della novità legislativa, recata dall’articolo 113 del decreto Agosto, la disposizione attuativa viene allineata alle prescrizioni della direttiva 2017/1852 prevedendo ora che l’accesso alla procedura rimanga precluso solo nei casi in cui, sulla questione controversa oggetto della procedura, sia intervenuta una sentenza passata in giudicato.

Questa modifica, peraltro, è del tutto coerente con la principale finalità della direttiva 2017/1852 ossia di superare molte delle criticità riscontrate in ambito Ue nell’applicazione della convenzione 90/436/Cee e nelle procedure amichevoli di cui alle Convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni (Map) – in particolare, all’accesso, alla durata e all’effettiva conclusione delle procedure – alle quali, sino all’attuazione della direttiva 2017/1852, era stata devoluta la risoluzione delle controversie fiscali all’interno dell’Ue.