Superbonus, doppio esame per ottenere la cessione

Cessione a ostacoli. Oltre alla lunga lista di documenti da presentare, della quale si è scritto molto negli ultimi giorni, sta prendendo forma anche un esame doppio. Prima, con una società di servizi esterna alla banca, per valutare il rispetto di tutti i molti requisiti che danno accesso al 110%; poi, con l’istituto di credito, che dovrà fare le sue consuete valutazioni sulla capacità del cliente di sostenere l’operazione che sta avviando.

Trasferire il superbonus alla banca, per avverare il sogno di realizzare una ristrutturazione senza pagare neppure un euro, appare, giorno dopo giorno, sempre più complesso. Tanto che le stesse banche stanno realizzando di avere bisogno di un supporto esterno per completare istruttorie che si annunciano parecchio articolate.

Qualche istituto, allora, ha già deciso di affidarsi a società di servizi specializzate per ottenere una scrematura iniziale delle richieste. Queste società avranno il compito di verificare il rispetto di tutti i paletti posti dalla legge e dall’agenzia delle Entrate. Solo per citarne qualcuno: tipologia di immobile, numero di unità, presenza di un condominio, accessi su strada, impianti, categoria catastale. Bisogne-rà, prima di tutto, capire se esiste davvero un credito da cedere.

Poi, si potrà passare alla fase successiva, nella quale la banca imposterà l’operazione più classica, che nella gran parte dei casi collegherà la cessione del credito a un prestito ponte, consentendo di avviare materialmente i cantieri.

Per i clienti, insomma, ci saranno un esame doppio e due porte alle quali bussare. Una prova molto difficile per i privati, anche perché andrà combinata ai molti documenti che, contemporaneamente, andranno richiesti ai professionisti: asseverazioni, attestazioni e visti di conformità.