Nelle procedure di accesso al credito la lente dei Pm sulle autocertificazioni

Una bussola per orientarsi su temi chiave come la responsabilità penale in materia cruciali come la crisi d’impresa, la colpa medica e le intercettazioni. L’obiettivo è quello di evitare interpretazione delle norme penali non omogenee sul territorio. A questo ambiscono le linee guida messe a punto dalla Procura generale della Cassazione, presentate ieri dal procuratore generale Giovanni Salvi in coincidenza con la nuova versione del sito istituzionale.

Per quanto riguarda le crisi d’impresa, le linee guida, messe a punto anche con l’intervento di un gruppo di lavoro al quale hanno partecipato il Capo della procura di Milano Francesco Greco, la professoressa Paola Severino e l’ex presidente della Corte d’appello Luciano Panzani, forniscono alcuni orientamenti al pubblico ministero nella applicazione delle legislazione d’emergenza alla crisi d’impresa.

In particolare al centro della riflessione ci sono state le varie forme di accesso al credito e comunque a forme di finanziamento fondate sull’autocertificazione da parte dell’imprenditore richiedente. In primo luogo a essere chiamati in causa, si sottolinea, sono le responsabilità degli istituti di credito nell’applicazione del Testo unico bancario e delle norme generali sull’erogazione del credito.

Per quanto riguarda l’utilizzo delle somme erogate, massima attenzione nello svolgimento dei controlli dovrà essere dedicata al rispetto dello scopo dei finanziamenti e all’impiego delle somme per le effettive esigenze dell’impresa. Con particolare favore allora si deve guardare alla soluzione del conto dedicato con obbligo di movimentazione solo attraverso operazioni registrabili «trattandosi di 2 punti fondamentali per la tracciabilità delle operazioni e la finalizzazione dei fondi agli scopi previsti».