Cassa Covid agli assunti al 13 luglio anche convertendo l’ordinaria

Possono beneficiare dell’integrazione salariale, prevista dal Dl 104/2020, i lavoratori che risultano in forza all’azienda richiedente alla data del 13 luglio 2020. I dipendenti assunti successivamente, ne restano fuori. Lo ha fatto sapere l’Inps con la circolare 115/2020. A questo riguardo viene puntualizzato che, se il lavoratore passa alle dipendenze dell’impresa subentrante nell’appalto ovvero nei casi di trasferimento di azienda ex articolo 2112 del codice civile, ai fini dell’anzianità, vale anche il periodo in cui il lavoratore è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.

 

Il Dl 104/2020 ha previsto ulteriori 18 settimane di integrazione salariale ordinaria (Cigo), in deroga (Cigd) e di assegno ordinario (Aso). I trattamenti sono divisi in due gruppi da nove settimane. La prima tranche è gratuita, nel senso che, a fronte dell’erogazione, non è previsto alcun onere aziendale (e per questa tranche era già possibile presentare le domande secondo le indicazioni del messaggio 3131/2020); la seconda, invece, potrebbe essere onerosa (si veda l’altro articolo in pagina).

 

L’intervento della cassa copre il periodo che va dal 13 luglio al 31 dicembre 2020. L’Inps ricorda che il Dl 104/2020 prevede un particolare meccanismo in funzione del quale i periodi di integrazione salariale già richiesti e autorizzati ai sensi della precedente normativa, che si collocano dopo il 12 luglio, sono scomputati dalle prime nove settimane del nuovo pacchetto. Se vogliamo, dunque, una sorta di retroazione, considerando che il decreto è entrato in vigore il 15 agosto. Nel caso in cui la domanda presentata dall’azienda, per un’unità produttiva, ecceda le 9 settimane (comprese quelle computate ai sensi del meccanismo sopra descritto), l’Inps accoglierà parzialmente la richiesta, limitandosi a riconoscere i soli periodi effettivamente spettanti.C