Conferimenti partecipazioni al test della neutralità

Con alcune risposte recentemente emanate l’agenzia delle Entrate si è pronunciata su vari aspetti afferenti ai conferimenti di partecipazioni. Partiamo dalle interpretazioni di chiusura.

Il principio di diritto 10 del 28 luglio 2020 interviene sul comma 2 dell’articolo 177 del Tuir, che disciplina il regime di realizzo controllato in quanto i riflessi del conferimento in capo al conferente sono strettamente collegati al comportamento contabile adottato dalla conferitaria.

Si determina infatti la cosiddetta neutralità indotta nel caso in cui, iscrivendo la conferitaria la partecipazione (e dunque aumentando il proprio patrimonio netto) ad un valore pari al costo fiscale delle partecipazioni in capo al soggetto conferente, ciò non determina l’emersione né di plusvalenze né di minusvalenze (circolare 33/E/10).

Ma se ciò è in grado di evitare in capo al conferente l’effetto della tassazione sulla base del comportamento contabile del conferitario, perché non si determina alcuna plusvalenza, il discorso non sembra più così pacifico quando emerge una minusvalenza.

Il caso trattato dal principio di diritto è quello di una offerta pubblica di scambio, relativa ad un’operazione finanziaria di rilievo di quest’estate. Probabilmente la richiesta volta alla possibilità di applicare l’articolo 177 comma 2 anche alle minusvalenze nasceva dall’esigenza di semplificazione al cospetto di un’operazione che coinvolge il mercato e dunque molteplici interessi e situazioni.

L’Agenzia nega la possibilità di adottare il regime agevolativo in presenza di minusvalenze, ribadendo il suo vecchio pensiero già espresso con la risoluzione n. 38/E/12. Il tutto si fonda sul tenore letterale del vecchio Dlgs 358 del 1997 e della relazione illustrativa, che si riferivano al reddito del conferente e quindi ammettevano solo le plusvalenze e non anche le minusvalenze.

Di sicuro nel pensiero dell’Agenzia vi è il timore che possano emergere delle minusvalenze in maniera discrezionale. Resta poi da comprendere come debba essere trattata la componente cash in un’operazione del genere, posto che di conguagli in denaro tratta solo il comma 1 relativo al differente caso delle permute.