Cassa Covid con verifica dei fatturati Aziende ancora in attesa di istruzioni

Il 31 ottobre scade il termine di presentazione delle domande relative al secondo blocco di 9 settimane di cassa integrazione Covid-19, iniziate a settembre e previste dal Dl 104/2020, ma ancora mancano le istruzioni del Lavoro e dell’Inps sulle modalità di presentazione e di verifica del fatturato. Le ulteriori istruzioni erano state preannunciate proprio dall’Istituto con la circolare 115/2020.

Le aziende richiedenti sono tenute al versamento del contributo addizionale, calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Il contributo è pari al 9%, per le imprese che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20% e al 18%, per quelle che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.

Sono in ogni caso escluse le aziende con una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% o che hanno avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019, tenendo conto della data di inizio comunicata alla Camera di commercio.

Lo scostamento va calcolato dal raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del primo semestre 2019.

Le imprese che si avvalgono degli interventi d’integrazione salariale, anticipando i relativi trattamenti ai dipendenti interessati dalla riduzione di orario ovvero dalla sospensione dell’attività di lavoro, e che, in relazione alla previsione di cui all’articolo 1, comma 2, del Dl 104/2020 sono soggette al contributo addizionale, dovranno provvedere al relativo versamento a decorrere dal mese di paga successivo al provvedimento di autorizzazione alla fruizione della prestazione (cassa integrazione o assegno ordinario), adottato dall’Istituto.