Sospensione degli ammortamenti con copertura della fiscalità differita

La (facoltativa) sospensione temporanea degli ammortamenti per le immobilizzazioni materiali e immateriali dei soggetti non Ias-adopter – prevista dalla conversione del Dl 104/2020 – deve fare i conti con tre elementi: lo stanziamento della fiscalità differita, il possibile incrocio con la rivalutazione e l’incoerenza che si viene a creare con altre forme di utilizzo dei medesimi beni.

Le linee essenziali dell’intervento sono le seguenti:

  • facoltà per l’esercizio in corso di non iscrivere contabilmente fino al 100% dell’ammortamento annuo delle immobilizzazioni rinviandolo all’esercizio successivo, con conseguente slittamento del piano di ammortamento di un anno;
  • obbligo di destinare a una riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente alla quota di ammortamento non effettuata, ricorrendo, in caso di incapienza, ad altre riserve disponibili o, in mancanza, vincolando gli utili degli esercizi successivi;
  • obbligo di motivare in nota integrativa il ricorso alla deroga, segnalando l’iscrizione e l’importo della riserva indisponibile e indicando l’influenza della deroga sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell’esercizio;
  • deduzione della quota di ammortamento (a prescindere dall’appostazione a conto economico) ai fini delle imposte dirette e dell’Irap.

Quest’ultima indicazione determina, ai sensi del principio contabile Oic25, lo stanziamento delle imposte differite con contropartita il relativo fondo, per l’importo calcolato sulla quota dedotta ma non contabilizzata. Quindi, il conto economico fruirà dell’alleggerimento relativo all’ammortamento, ma non di quello relativo alle imposte corrispondenti, perché, anche se non pagate, esse verranno comunque stanziate.

Tale accantonamento verrà utilizzato al termine del piano di ammortamento, quando l’ultima quota verrà stanziata contabilmente ma sarà già stata dedotta fiscalmente (o, prima, in caso di cessione).