E-fattura, fornitori più garantiti dai rifiuti ingiustificati della Pa 

Entro il 6 novembre le pubbliche amministrazioni dovranno adeguare i loro sistemi operativi e l’impostazione gestionale per riallineare la gestione dei rifiuti delle fatture elettroniche dei loro fornitori (B2G) assicurando canali di adeguata comunicazione e procedure automatizzate legate e subordinate alla casistica prevista dalla norma. Infatti da tale data entra in vigore il nuovo articolo 2-bis del Dm 55/2013, introdotto dal Dm 132/2020, che elenca le condizioni che rendono possibile il rifiuto delle fatture vincolandolo rigidamente alle fattispecie e al verificarsi delle condizioni stabilite.

Non deve essere dimenticato che uno degli obiettivi del legislatore è garantire un tempestivo flusso dei pagamenti sulle forniture e una regolare e costante gestione contabile, ostacolando solo i comportamenti fraudolenti e gli errori macroscopici non sanabili dei fornitori, al contempo eliminando tutti gli strumenti dilatori ingiustificati delle amministrazioni per ritardare il pagamento o procrastinare il concretizzarsi dell’operazione e/o il concludersi del relativo procedimento amministrativo. Proprio in questo senso la Pa se abituata a utilizzare il rifiuto della fattura per ritardare l’esecuzione dei relativi pagamenti, dovrà più correttamente, in caso di contestazione, aggiornare la posizione del fornitore e intervenire sulla piattaforma dei pagamenti (Pcc) indicando la motivazione dei relativi ritardi.