Compensazione dei crediti Dta con il vecchio codice tributo

Le società che stanno già compensando i crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione delle imposte anticipate per perdite fiscali ed eccedenze Ace in corrispondenza con la cessione di crediti verso debitori inadempienti incontrano alcuni problemi pratici.

Ricordiamo che l’articolo 44-bis del Dl 34 del 2019 – come sostituito dall’articolo 55 del Dl 18 del 2020 e modificato dall’articolo 72 del Dl 140 del 2020 – stabilisce, in sostanza, che le società che, entro il 31 dicembre 2020, cedono a terzi, a titolo oneroso, crediti “deteriorati” possono trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate (Dta) corrispondenti ad un ammontare di perdite fiscali o eccedenze Ace non ancora utilizzate non superiore al 20% del valore nominale dei crediti ceduti.

La trasformazione in credito d’imposta avviene alla data di efficacia giuridica della cessione dei crediti; di conseguenza, il valore crediti verso debitori inadempienti ceduti dalla data di entrata in vigore del Dl 18 del 2020 ha già costituito plafond per la determinazione delle Dta trasformabili Per prassi (risoluzione 94/E del 2011), il credito d’imposta è utilizzabile dalla data della trasformazione.

La forma di utilizzo più diretto è la compensazione con altre imposte nel modello F24. La compensazione è ammessa senza limiti d’importo.

Poiché l’agenzia delle Entrate non ha istituito uno specifico codice tributo, le società che hanno già operato compensazioni stanno utilizzando quello fornito con la risoluzione 57/E del 2011 (codice 6834). Se successivamente sarà reso noto un apposito codice tributo, sarà certamente possibile modificare il codice attraverso la procedura Civis.