Acconti Irpef e Irap, il rinvio consente i calcoli a posteriori

Scade il 30 novembre il termine per il versamento della seconda o unica rata degli acconti delle imposte sul reddito, che riguarda sia le persone fisiche che le società di capitali. Tra i pagamenti rientrano l’Irpef, le imposte sostitutive dovute dai contribuenti forfettari e minimi, la cedolare secca sulle locazioni, l’Ivie, l’Ivafe, l’Ires delle società di capitali e l’Irap.

L’appuntamento è quindi particolarmente sentito quest’anno per le difficoltà a cui quasi tutti sono sottoposti a causa della Codiv-19; e la riduzione degli utili o la mancanza di liquidità potrebbe essere un motivo per ridurre l’acconto (si veda l’articolo a lato).

I decreti Agosto e Ristori-bis hanno previsto il differimento del termine di versamento del secondo acconto per i contribuenti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). Mentre nulla è stato previsto per i soggetti che superano i limiti dimensionali degli Isa o che non hanno una partita Iva.

La proroga del Dl Agosto

In particolare, l’articolo 98 del Dl Agosto 104/20 stabilisce che il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, è prorogato al 30 aprile 2021 per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa e che dichiarano ricavi o compensi non superiori a 5.164.569 euro.

Possono beneficiare del differimento anche i contribuenti che determinano il reddito applicando il regime forfettario o quello di vantaggio e i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese tra-sparenti (articoli 5, 115 e 116 del Tuir) con i requisiti Isa.

Tale proroga è limitata ai soli contribuenti che hanno subìto una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

La proroga del Dl Ristori-bis

Invece, l’articolo 6 del Dl Ristori-bis (149/20) differisce – sempre al 30 aprile 2021 – il secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap in scadenza al 30 novembre, eliminando il riferimento al calo del fatturato o dei corrispettivi del primo semestre 2020 per le imprese interessate dalle misure restrittive del Dpcm 3 novembre 2020, che ha determinato la chiusura o la limitazione delle attività nelle zone “rosse”, e per i ristoratori anche se ubicati nelle zone “arancioni”.