Rw, lettere di compliance alla prova dei mandati

Stanno arrivando nelle mani di molti contribuenti, da parte dell’agenzia delle Entrate, lettere di compliance con le quali si richiedono chiarimenti sui dati che presentano discordanze od omissioni tra i dati in possesso dell’amministrazione e quelle indicate nel quadro RW del modello Redditi persone fisiche 2018. Per alcuni contribuenti, questo rappresenterà solo il primo stadio di un processo che li porterà a fronteggiare un accertamento più esteso che, facilmente, coinvolgerà tutte le annualità ancora accertabili.

Tutto nasce con il provvedimento del direttore dell’Agenzia del 6 novembre 2020 che ha di fatto dato il via alla nuova campagna di promozione della compliance, indirizzata a tutti i cittadini residenti in Italia, detentori di attività finanziarie fuori confine. Una volta formate le liste selettive dei contribuenti, sulla base dei dati ricevuti dalle amministrazioni fiscali estere mediante lo scambio automatico di informazioni, è stato possibile per le Entrate inviare le preannunziate lettere di compliance.

Dalle comunicazioni pervenute in questi giorni, l’Agenzia ha mostrato di poter individuare con estrema precisione alcuni dati rilevanti, tra i quali l’istituto finanziario, il numero di conto, il saldo e la valuta, nonché una serie di dati reddituali come i dividendi, gli interessi ed i proventi lordi.
Allo stesso modo, però, stanno emergendo alcune criticità negli elaborati dell’Agenzia.