Nel contratto di espansione Cigs senza contributo addizionale

Niente contributo addizionale a carico delle imprese che, avendo sottoscritto un contratto di espansione, ricorrono alla Cigs per tutelare le riduzioni orarie del personale che non aderisce allo scivolo pensionistico.

Lo ha reso noto l’Inps con la circolare 143/2020 del 9 dicembre, in cui l’Istituto, sulla scorta di un cambio di indirizzo ministeriale – peraltro, di non facile comprensione – comunica l’avvenuto superamento delle precedenti istruzioni fornite sulla materia (circolare 98/20). In attesa di possibili sviluppi normativi, che dovrebbero trovare spazio nella prossima legge di bilancio, il contratto di espansione – la cui operatività, in via sperimentale, è circoscritta al biennio 2019/2020 è oggetto, quindi, di un significativo tagliando.

L’istituto, introdotto dal Dl n. 34/19 (legge 58/19), in sostituzione del contratto di solidarietà espansiva, si prefigge lo scopo, attraverso la realizzazione di un insieme di interventi, di supportare le imprese di grandi dimensioni (oltre 1.000 addetti) nel governo di processi di transazione finalizzati a recepire e sviluppare attività lavorative a contenuto più tecnico.

Previsti tre passaggi significativi: la programmazione di nuove assunzioni, il prepensionamento del personale vicino alla quiescenza e l’avvio di formazione e riqualificazione del personale con riduzioni orarie tutelate da Cigs in deroga per massimo 18 mesi anche non continuativi.