Brexit, senza dazi le merci spedite a cavallo del periodo di transizione

Regimi facilitati per le merci viaggianti a cavallo del periodo di recesso, con abbattimento dei dazi e snellimento dei processi doganali di appuramento dei regimi. Con la prova del trasporto iniziato prima dell’uscita di UK dall’Ue, a determinate condizioni le merci possono ancora considerarsi vincolate ad un regime libero, senza formalità doganali. Con la realizzazione di Brexit, infatti, i momenti maggiormente critici per le imprese saranno essenzialmente due: uno legato alla gestione delle attività 2020/2021 e un altro legato alla pianificazione del business per assorbire i maggiori costi derivanti dall’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Per risolvere il rebus delle operazioni a cavallo d’anno, in attesa della pubblicazione di un eventuale accordo commerciale o (almeno) politico che risolva i vari temi ancora aperti, non tutti direttamente fiscali, sul piano tributario il dato normativo di interesse è tuttavia già oggi rintracciabile nell’attuale accordo di recesso (doc 2019/C384/01). Sul piano doganale, le disposizioni fondamentali sono contenute nell’articolo 47 dell’Accordo, per cui, con formula forse volutamente generica e per alcuni versi criptica, sarebbe deciso che le norme del codice doganale dell’Ue relative ai beni che si considerano immessi in libera pratica, si applicano alle merci che circolano tra Ue e UK e viceversa, purché la circolazione abbia avuto inizio prima del 31 dicembre 2020.

Quanto precede è confermato anche dai documenti di lavoro Taxud in materia, per cui «le merci unionali che, verso la fine del periodo di transizione, circolano con movimento intra-Unione dal Regno Unito verso l’Unione o viceversa possono essere ancora trattate come movimento intra-Unione, purché siano rispettate le disposizioni dell’articolo 47 dell’accordo di recesso. Questa regola si applicherà anche alle merci unionali che circolano tra due punti del territorio doganale dell’Unione attraverso il Regno Unito».