Bonus affitti, come sanare le compensazioni anticipate

Il tax credit affitti generalizzato è uno dei crediti d’imposta più gettonati da imprese e professionisti che hanno potuto usufruirne nel rispetto delle condizioni previste dall’articolo 28 del decreto Rilancio da marzo a giugno e per le strutture turistico ricettive stagionali da aprile a luglio. Il Dl 104/2020 (decreto Agosto) ha disposto l’estensione del credito d’imposta al mese di giugno, luglio per le attività stagionali, e l’allargamento al settore termale oltre che l’aumento al 50% del credito per i fitti d’azienda delle strutture turistico ricettive, rendendo le suddette misure condizionate all’autorizzazione della Commissione europea.

Molti beneficiari hanno correttamente sospeso l’utilizzo del credito d’imposta in attesa dell’autorizzazione comunitaria, concessa il 28 ottobre 2020 con la decisione C(2020) 7595 final. Gli operatori sono venuti a conoscenza della concessione dell’autorizzazione solo attraverso un question time del 18 novembre scorso. Sono comunque numerosi coloro che dal 15 agosto, non appena conosciuto il contenuto del decreto di mezza estate, hanno compensato il credito d’imposta del mese di giugno/luglio senza attendere l’autorizzazione.

L’articolo 76 del Dl 104/2020 dispone che «l’efficacia della presente disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea». Sul piano letterale, quindi, è da escludere che il rilascio dell’autorizzazione comunitaria possa aver sdoganato il tax credit locazioni «ora per allora» avendo a riferimento l’entrata in vigore del Dl 104/2020, cosa che avrebbe bonificato gli eventuali utilizzi anticipati del bonus.

Si pone ora il tema, dimostrato dalle copiose richieste che giungono in questo periodo, di capire come si possa regolarizzare tale situazione e se debba essere sanzionata. Si esclude in toto che la fattispecie possa essere inquadrata tra quelle di utilizzo di crediti inesistenti, la cui sanzione sarebbe dal 100 al 200% del credito compensato, qualora il contribuente ne abbia usufruito in presenza di tutti i requisiti sostanziali richiesti dalla norma, quali il calo del fatturato o il pagamento del canone.

Pertanto alla anticipata compensazione del tax credit affitti si applica semmai la sanzione del 30% (articolo 13, comma 4, del Dlgs 471/1997) per i casi di utilizzo di eccedenze o di crediti d’imposta esistenti ma utilizzati in misura superiore a quella spettante o in violazione delle modalità di utilizzo previste dalle leggi vigenti.

Tale sanzione è ravvedibile e se la correzione, mediante ripristino del credito non spettante, avviene nei 90 giorni dall’originaria compensazione è possibile usufruire della riduzione delle sanzioni ad un nono (articolo 13, comma 1, lettera a-bis, del Dlgs 472/1997) che aumenta a un ottavo se la regolarizzazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.