Investimenti di fine 2020, scelta tra due agevolazioni

Al via da lunedì 18 gennaio la compensazione della prima tranche dei crediti di imposta sugli investimenti con la pubblicazione dei codici tributo per il modello F24. Per i beni acquistati dal 16 novembre 2020, e già entrati in funzione o interconnessi, i contribuenti dovranno scegliere sin d’ora tra la legge 160/2019 e la legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020), effettuando le adeguate annotazioni nella fattura del fornitore.

Pronti i codici tributo

Con la risoluzione 3/E diffusa ieri, sono stati approvati i codici tributo da utilizzare per compensare in F24 i crediti di imposta generati da investimenti in base alla legge 160/2019 e alla legge 178/2020. Per la legge 160/2019 si tratta di 6932 (beni materiali non-Industria 4.0), 6933 (beni materiali Industria 4.0) e 6934 (beni immateriali Industria 4.0). Per la legge 178/2020, abbiamo 6935 (beni materiali e immateriali non-Industria 4.0), 6936 (beni materiali Industria 4.0) e 6937 (beni immateriali Industria 4.0).

Per tutti i codici va indicato, come anno di riferimento, quello di entrata in funzione (beni non-Industria 4.0) o di interconnessione (Industria 4.0).

I crediti sono compensabili senza limiti di importo. I crediti della legge 160/2019 si possono utilizzare in cinque quote annuali (tre per beni immateriali 4.0) dall’anno successivo a quello di entrata in funzione (beni non-Industria 4.0) o di interconnessione (Industria 4.0).

Pertanto, potranno essere compensati già da lunedì 18 gennaio i crediti (nei limiti di un quinto) della legge 160 derivanti da investimenti effettuati (secondo i criteri dell’articolo 109 del Tuir) nel 2020 che, entro il 31 dicembre dello stesso anno, sono pure entrati in funzione e, se si tratta di beni Industria 4.0, interconnessi.