Cartelle a rate, nuova chance dopo lo stop alla rottamazione

I soggetti decaduti a fine 2019 da una qualsiasi delle tre edizioni della rottamazione degli affidamenti, che avessero dilazioni pregresse scadute, possono presentare richiesta di un nuovo piano di rientro, senza dover a tal fine pagare le quote pregresse.

La conferma arriva da agenzia delle Entrate – Riscossione (Ader), in risposta ad uno dei quesiti formulati in vista di Telefisco 2021, che si terrà domani. Risulta così superata una delle prime Faq pubblicate sul sito dell’Ader e non più riproposta negli aggiornamenti successivi.

Per effetto dell’articolo 13-decies del Dl 137/2020, i soggetti che all’8 marzo 2020 (data di entrata in vigore del Dl 18/2020) erano incorsi in rateazioni decadute possono accedere a una nuova dilazione del debito residuo, senza prima pagare le rate scadute. Tanto, in espressa deroga alla disposizione a regime, di cui all’articolo 19 del Dpr 602/1973. Allo scopo, occorre proporre istanza entro la fine di quest’anno.

La medesima previsione dell’articolo 13-decies, inoltre, ha esteso ai debitori decaduti dalle prime due edizioni della rottamazione degli affidamenti l’agevolazione già riconosciuta a chi ha abbandonato la rottamazione ter. Pertanto, nei riguardi di tutti i soggetti che, alla fine del 2019, erano “usciti” da una qualsiasi delle suddette procedure di sanatoria, è consentito di dilazionare nuovamente il debito residuo.

Anche in questo caso, si tratta di una precisa eccezione alla regola delle normative del condono. Peraltro, allo scopo, non è neppure prescritto un termine per la proposizione dell’istanza. È tuttavia evidente che vi è convenienza a farlo comunque entro fine anno, per beneficiare dell’allungamento a 10 rate non pagate della clausola di decadenza dal beneficio del termine.