Modello sbagliato, la dichiarazione non è nulla

L’ente non commerciale che ha erroneamente presentato il modello Unico per le società di capitali e non quello previsto per gli enti non commerciali, applicando conseguentemente le imposte ordinarie anche sui ricavi istituzionali, può regolarizzare la propria posizione presentando il modello di dichiarazione corretto e recuperando le imposte pagate in più. Si tratta, infatti, di una irregolarità che non rende nulla la dichiarazione.

In estrema sintesi un ente non commerciale presentava erroneamente il modello Unico SC pagando le imposte ordinarie anche sui ricavi istituzionali. Invece:

  • il modello di dichiarazione per gli enti non commerciali è differente;
  • le imposte si quantificano sulla componente commerciale dell’ente al ricorrere di determinate condizioni.
  • A fonte di tali errori si chiedeva di regolarizzare le violazioni e di recuperare eventuali imposte pagate in più.

 

L’Agenzia ha chiarito che la dichiarazione redatta su un modello conforme a quello approvato con provvedimento amministrativo, ma diverso da quello prescritto per la propria categoria soggettiva di appartenenza (nella specie, modello Redditi SC in luogo del modello Redditi ENC):

  • non può considerarsi nulla (e quindi omessa);
  • in quanto irregolare (perché non redatta in conformità al modello approvato) è sanzionabile da 250 a 2.000 euro.

 

È ammessa quindi l’integrazione della dichiarazione:

  • utilizzando il modello conforme alla categoria soggettiva di appartenenza del contribuente (nel caso rappresentato andrà compilato il modello Redditi ENC);
  • dando evidenza, negli appositi quadri, dei maggiori versamenti effettuati e del maggior credito maturato che potrà essere chiesto a rimborso ovvero utilizzato in compensazione, verticale od orizzontale.