Aggregazioni, l’effetto giuridico detta i tempi al bonus sulle Dta

La legge di Bilancio 2021 intende favorire le situazioni societarie caratterizzate sia da difficoltà nella compensazione di perdite fiscali o eccedenze di Ace (nuovo bonus aggregazioni), sia dalla presenza di perdite civilistiche (proroga del credito d’imposta per gli aumenti di capitale).

Vediamo alcuni aspetti critici del nuovo premio per le aggregazioni aziendali, sui quali si attendono conferme e chiarimenti da parte dell’agenzia delle Entrate.

Le componenti da considerare

La norma consente – in caso di operazioni di fusione, scissione o conferimento di azienda – la trasformazione in crediti d’imposta (al 24%, aliquota Ires) delle imposte anticipate (Dta, deferred tax asset), anche non contabilizzate in bilancio, relative alle perdite fiscali e alle eccedenze di Ace maturate nei periodi precedenti.

Nel caso di fusione e scissione, le componenti agevolabili sono quelle delle società partecipanti all’operazione straordinaria; mentre nel caso di conferimento di azienda ci si riferisce alle posizioni del conferitario.

Un primo punto da considerare è la competenza delle perdite ed eccedenze da trasformare in credito d’imposta. L’agevolazione è infatti fruibile per le operazioni deliberate nel 2021, ma la norma indica come agevolabili le perdite e le eccedenze maturate e non utilizzate fino al periodo precedente quello di efficacia giuridica dell’operazione straordinaria: questo momento potrebbe scavallare l’anno di delibera e cambiare dunque il riferimento alle perdite e alle eccedenze di Ace.

Se pensiamo a un’operazione di fusione deliberata nel 2021, ma con effetto giuridico nel 2022, relativa a un soggetto con esercizio coincidente con l’anno solare, i dati da considerare per il calcolo dell’agevolazione dovrebbero essere riferiti a fine 2021; mentre sarebbero quelli a fine 2020 se la fusione avesse effetto giuridico già nell’anno di delibera. Nel caso innovativo di acquisizione del controllo nel 2021 e fusione del 2022, le componenti agevolabili saranno invece sempre quelle dell’esercizio precedente a quello dell’acquisizione, quindi quelle del 2020.