Crediti d’imposta, uso indebito a rischio reato anche per i privati

L’indebita compensazione di un credito di imposta può avere ripercussioni anche sotto il profilo penale e in considerazione della più recente normativa sui numerosi incentivi attribuiti proprio attraverso lo strumento del credito, è verosimile che in futuro la problematica possa interessare non soltanto le imprese ma anche i privati.

Sotto il profilo tributario, come evidenziato anche nel principio interpretativo pubblicato sul Sole 24 Ore dell’8 febbraio 2021, le modalità di qualificazione del credito (non spettante o inesistente) non sono irrilevanti e comportano conseguenze sotto diversi aspetti: sanzione, iscrizione a ruolo straordinaria ecc. A ciò va aggiunto che in presenza di indebite compensazioni superiori a 50mila euro, l’illecito è penalmente rilevante, e anche sotto il profilo penale (dal 22 ottobre 2015, entrata in vigore di alcune modifiche al regime penale tributario) la differenziazione tra credito non spettante e inesistente è assoltamene rilevante.