La volontà delle parti distingue servizi e cessioni

  • Le società che si accingono ad approvare i bilanci 2020 dispongono di diverse norme di favore, ma nell’applicazione concreta di queste disposizioni devono tenere conto di una serie di aspetti critici.
  • Oltre al rinvio del termine di approvazione nei 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio (articolo 106 del Dl 18/20), le altre disposizioni di interesse riguardano continuità aziendale e perdite, imputazione degli ammortamenti e rivalutazione.

Continuità e perdite

Nella redazione dei bilanci si possono ignorare le fattispecie che mettono a rischio la continuità aziendale purché siano successive al 2019 (quindi legate all’effetto Covid-19); e, soprattutto, se il risultato del bilancio consiste in una perdita significativa, possono essere derogate le ordinarie diposizioni del Codice civile.

  • La perdita che supera il terzo del capitale, ma anche quella che lo riduce al di sotto dell’importo minimo legale, possono essere rinviate per la copertura nei cinque esercizi successivi. Il risultato negativo di bilancio comunque rimane, e la nota integrativa deve illustrare compiutamente la situazione e le scelte operate.
  • La valenza della norma riguarda quindi gli adempimenti, ma non cambia la percezione del bilancio da parte dei terzi (creditori, banche, e così via), che attiveranno di conseguenza i presìdi di tutela dei loro interessi.

 

Ammortamenti 2020

La possibilità di non imputare in tutto o in parte gli ammortamenti del periodo (Dl 104/20) incide invece sul risultato del conto economico; ma anche in questo caso dal bilancio si potrà ricostruire agevolmente l’operato della società grazie alle informazioni della nota integrativa.

Va tenuto conto di due aspetti quantitativi rilevanti.

  1. In primo luogo, se ipotizziamo che gli ammortamenti non imputati siano pari a 100, l’effetto migliorativo sul risultato di esercizio è inferiore, e precisamente pari a 72,1 per effetto del fatto che deve essere stimata anche la fiscalità differita (27,9) sulle poste non imputate civilisticamente ma dedotte fiscalmente (si veda anche la circolare Assonime n. 2 dell’11 febbraio 2021).
  2. In secondo luogo, anche se letteralmente la norma richiede che venga vincolata una riserva di ammontare pari agli ammortamenti non imputati, sembra corretto concludere che la riserva vincolata dovrà essere pari a 72,1, considerato che l’ammontare complementare (27,9) risulta imputato al fondo per imposte differite. Questo secondo aspetto meriterebbe una conferma ufficiale.