L’Irap abolita per Covid entra in bilanci e modelli  

Iscrizione in bilancio al netto dell’acconto non versato e molta attenzione nella compilazione della dichiarazione, con un occhio al limite del massimale di aiuto imposto al Temporary Framework dalla Commissione Ue. Sono le variabili che compongono “l’equazione Irap 2020”, che le imprese stanno affrontando dal lato contabile e fiscale.

Si tratta dei soggetti che sono stati esonerati dal Dl Rilancio dal versamento del primo acconto Irap 2020 (oltre che del saldo 2019), con la precisazione che tale primo acconto «è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta». Stiamo parlando, quindi, delle imprese diverse da quelle di assicurazione, dalle Pa, dagli intermediari finanziari e dalle società di partecipazione (articolo 162-bis del Tuir) con ricavi (articolo 85, comma 1, lettera a e b, del Tuir) non superiori a 250 milioni nel periodo d’imposta precedente al 19 maggio 2020.

L’Irap di competenza 2020 va contabilizzata al netto dell’acconto cancellato. Questo importo costituisce un minor costo di periodo che alleggerisce la voce “imposte” del conto economico, diversamente dal secondo acconto, il quale è stato già versato o verrà versato – salvo novità – entro il 30 aprile per i soggetti a ciò ammessi dagli articoli 9-quinquies, comma 1, e 13-quinquies, comma 2, del Dl 137/2020 convertito, oltre al precedente articolo 98 del Dl 104/2020.

Tuttavia, il calcolo del primo acconto da “stornare” dall’Irap di competenza non è intuitivo e deve seguire le regole della circolare 27/E/2020. Di fatto non si può avere certezza di tale importo finché non è stato completato il calcolo dell’Irap teoricamente dovuta per il 2020. Per determinare l’acconto cancellato dal legislatore si applica il metodo storico e si calcola il 40% dell’imposta 2019 (soggetti non Isa) o il 50% di essa (soggetti Isa), a meno che l’imposta dovuta nel 2020 si riveli inferiore a quella del 2019 (saldo non versato compreso).

In tal caso la base di calcolo non è più l’imposta storica 2019 ma quella 2020. In sostanza, l’acconto da scomputare è costituito dal minore tra quello determinato su base storica e quello calcolato con i dati effettivi 2020. Questo importo non è un costo perché non è stato pagato e non verrà versato neppure in sede di saldo. È evidente il vantaggio di chi versa nel 2021 il secondo acconto 2020: può liquidare il secondo acconto nella misura esatta richiesta, evitando di finire a credito.