Riallineamenti, l’ammortamento si ferma alla quota residua 

Il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio (riallineamento), previsto dall’articolo 14 della legge 342/2000 e ora percorribile (anche dagli Ias-adopter) in forza del richiamo del comma 8-bis dell’articolo 110 del Dl Agosto (Dl 104/2020), è operazione da valutare per le società che intendono eliminare questo “doppio binario”, che dovrebbe essere monitorato dal quadro RV del modello Redditi. Tuttavia, possibili modifiche del governo a parte, la sua applicazione non è mai stata approfondita dall’Agenzia e in dottrina le posizioni non sono univoche. Il tema riguarda la base di calcolo degli ammortamenti fiscalmente rilevanti a seguito dell’intervenuto riallineamento su beni che hanno già una storia a livello contabile.

Un primo orientamento, a nostro avviso corretto, è quello che viene esplicitato nella tabella che riguarda un avviamento iscritto contabilmente anni fa da un soggetto Oic (per un importo di 100), senza rilevanza fiscale, e nel frattempo ammortizzato (piano di ammortamento decennale) per la metà del suo costo (50). Al 31 dicembre 2020 (ipotizziamo per semplicità un esercizio “solare”), pertanto, il valore da riallineare è pari a 50 e su questo viene assolta l’imposta sostitutiva. Sulla differenza tra questo importo e l’imposta sostitutiva (50-3=47) viene creato il vincolo di sospensione d’imposta nell’ambito del patrimonio netto, a meno che non si decida di versare l’imposta sostitutiva del 10% per l’affrancamento.

Fin qui nessun dubbio, come nessun dubbio vi è sul fatto che l’ammortamento contabile proseguirà come se nulla fosse successo (altre cinque quote da 10). Ma fiscalmente? Chi scrive ritiene che il riconoscimento fiscale riguardi tanto il costo originario (100) quanto l’ammortamento rilevato (50), per cui, dal 2021, l’ammortamento deducibile verrà calcolato in misura pari a 1/18 di 100 (l’ammortamento dell’avviamento si fa in 18 rate costanti). Le quote dedotte si fermeranno quando complessivamente si giungerà a 50, perché il riallineamento non consente di far “resuscitare” con effetto fiscale le quote in precedenza non dedotte.