Asseverazioni in più step indispensabili per il 110%

La spettanza del superbonus 110% fa perno sulle asseverazioni tecniche richieste dall’articolo 119 Dl 34/2020. Venuto meno l’obbligo di attestare lo stato legittimo degli immobili per effetto del decreto semplificazioni, il nuovo comma 13-ter dell’articolo 119 impone ora, come primo adempimento rilevante, di presentare la Cila attestante il titolo abilitativo della costruzione o il provvedimento di legittimazione dell’immobile (o il completamento della costruzione ante 1° settembre 1967).

Ora la detrazione al 110% non viene meno per effetto della semplice irregolarità urbanistica ma solo in conseguenza del mancato adempimento degli obblighi ora connessi alla Cila (Cila omessa, incompleta o infedele in punto legittimità dell’immobile) o in conseguenza di lavori difformi rispetto alla Cila stessa.

L’efficientamento

Adempiuti agli obblighi in materia di Cila, la successiva asseverazione, a mezzo Ape, rilevante in ordine cronologico è quella prevista dal comma 3 dell’articolo 119, funzionale ad attestare, nei lavori di efficientamento energetico, il conseguimento del risultato del doppio salto di classe energetica dell’immobile (ovvero il conseguimento della classe energetica più alta).

Requisiti e congruità

A tali asseverazioni segue quella di cui al comma 13 lettera a) dell’articolo 119, attestante sia il rispetto dei requisiti tecnici ecobonus (Dm Mise del 6 agosto 2020), sia la congruità delle spese sostenute per i lavori (in relazione ai prezziari delle regioni e provincie autonome, o a quelli Dei; ovvero, in mancanza, ai prezzi determinati analiticamente dal professionista, visti anche i prezzi di cui all’Allegato I del Dm Mise del 6 agosto 2020: il tutto, come da disciplina dell’articolo 13 dell’Allegato A dello stesso Dm).