Il bonus aggregazioni premia più operazioni straordinarie

Dta convertibili in crediti d’imposta anche per più operazioni straordinarie realizzate dallo stesso contribuente nel periodo agevolato. Il chiarimento, riguardante l’incentivo alle aggregazioni disposto dal comma 233 della legge di bilancio 2021, giunge dalla risoluzione 57/E diffusa il 7 settembre dall’agenzia delle Entrate. Nel calcolare il tetto di Dta trasformabili, l’importo dell’attivo della società coinvolta si assumerà una volta soltanto e non potrà essere nuovamente conteggiato in una operazione successiva.

Con la risoluzione 57/E, l’agenzia delle Entrate, dopo aver acquisito un parere del Mef, affronta e chiarisce un punto controverso della disciplina agevolativa delle aggregazioni aziendali introdotta, per le operazioni deliberate nel 2021, dai commi da 233 a 243 della legge 178/2020.

La norma prevede, in presenza di operazioni di fusione, scissione e conferimento di azienda, realizzate tra società indipendenti ed operative da almeno due anni, la facoltà di trasformare in crediti di imposta compensabili le imposte anticipate (Dta) su perdite fiscali inutilizzate e su eccedenze di deduzioni Ace, consentendo di monetizzare tali posizioni soggettive senza dover attendere il conseguimento di imponibili capienti.

L’agevolazione si estende anche a fusioni, scissioni o conferimenti effettuati tra imprese dello stesso gruppo, qualora il rapporto di controllo sia stato acquisito nel 2021, non attraverso operazioni straordinarie, e l’aggregazione avvenga entro un anno dall’acquisizione.

La conversione delle Dta può effettuarsi entro un tetto pari al 2% degli attivi contabili delle società coinvolte nella aggregazione, senza considerare quella con l’importo più elevato.