L’ammortamento fiscale non dedotto vale anche per iper e super

La risposta a interpello 607/2021, ha eliminato un dubbio ai tanti operatori che si interrogavano sulla obbligatorietà della variazione fiscale in diminuzione in caso di sospensione dell’ammortamento civilistico, in base ai commi 7-bis e seguenti del Dl 104/2020. L’Agenzia ha, infatti, qualificato come facoltativa la variazione in diminuzione, così agevolando in modo rilevante – per chi sfrutta l’opzione – la gestione contabile e anche la dichiarazione dei redditi.

Si tratta di una interpretazione accolta con favore dalle imprese che erano ricorse alla “forzatura” della sospensione, così da poter alleggerire il conto economico e, per questa via, comprimere le perdite di esercizio maturate. Tali imprese possono ora procedere, in sede di presentazione della dichiarazione (il 30 novembre, o magari già il 30 settembre, se interessati all’erogazione del contributo perequativo) a compilare il quadro RF senza riportare alcuna variazione in diminuzione legata alla sospensione delle quote, con ciò beneficiando di uno slittamento degli ammortamenti civilistici e fiscali, peraltro con notevole giovamento ai fini Irap.

Diverso, invece, è il discorso per coloro che avessero sospeso gli ammortamenti, trovandosi comunque in una posizione di debito fiscale, magari per effetto della presenza di costi indeducibili di importo significativo: in questi casi il conteggio delle imposte, e i relativi versamenti, sono stati probabilmente influenzati dalla deduzione extra contabile, ed è probabile che non vi sia alcuna volontà di rivedere i conteggi.