Industria 4.0, il tax credit sconta l’interconnessione tardiva

L’ipotesi che un bene strumentale “Industria 4.0” entri in funzione in un certo periodo, ma che venga interconnesso solo nel successivo periodo d’imposta, non è affatto rara nella prassi (mentre decisamente più raro è il caso di un bene prima interconnesso e poi consegnato, come nell’interpello 603 del 17 settembre 2021).

A proposito dell’iperammortamento, l’agenzia delle Entrate aveva chiarito come ci si dovesse comportare per calcolare correttamente la variazione diminutiva. Con il passaggio al credito d’imposta si aprivano diversi scenari interpretativi, che hanno trovato soluzione con la circolare 9/E del 23 luglio scorso.

In verità un riferimento normativo al caso in questione è presente nell’articolo 1, comma 1059, della legge 178/20, che ammette la possibilità di fruire – fin dall’entrata in funzione del bene – del credito d’imposta “ordinario”, salvo poi fruire del credito “maggiorato” nel periodo d’imposta in cui avviene l’interconnessione. Ma le modalità operative erano da definire sulla base dei seguenti assunti:

  • quando il bene entra in funzione scatta il beneficio del credito d’imposta calcolato in misura base (6% o 10% a seconda del momento in cui l’investimento è stato eseguito);
  • quando scatta l’interconnessione viene calcolato il credito d’imposta nella misura maggiorata, decurtandolo dell’importo già utilizzato fino alla data dell’interconnessione stessa.