R&S, i risparmi d’imposta non riducono il tax credit

Qualche incertezza tra le imprese sulla determinazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo in presenza di altre sovvenzioni e contributi ricevuti e sulla sua cumulabilità con altre agevolazioni. La questione sta nel (mancato o poco chiaro) coordinamento tra il comma 203 e il comma 204 dell’articolo 1 della legge 160/2019 (legge di Bilancio 2020), istitutivo dei tre crediti d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design/ideazione estetica. In sintesi, l’agenzia delle Entrate dovrebbe chiaramente individuare che cosa si intenda con «sovvenzioni e contributi» da nettizzare ai fini della determinazione della base di calcolo del bonus.

Nel comma 203 viene infatti specificato che il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari ad una determinata percentuale (variabile a seconda della tipologia di credito) da applicarsi alla «base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili», mentre nel comma 204, ultimo periodo, si afferma che il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, purché non si superi il costo sostenuto, tenuto anche conto del risparmio di imposta collegato alla detassazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.