Imposte da comunicare anche per i gruppi extra Ue

La posizione del Consiglio dell’Unione europea del 28 settembre 2021 sulla proposta di modifica alla direttiva 2013/34/UE (relativa ai bilanci di esercizio e consolidati) nell’ottica di una maggiore trasparenza delle informazioni fiscali da parte delle imprese con fatturato superiore a 750 milioni è approdata ieri nella Gazzetta Ufficiale Ue.

L’obiettivo è perseguire la trasparenza in relazione alle attività delle multinazionali per valutarne l’impatto sull’economia reale. Occorre infatti poter disaggregare i dati per Stato membro e raggiungere un grado elevato di dettaglio laddove si operi in giurisdizioni fiscali di Paesi terzi particolarmente problematiche.

Viene quindi inserito nella direttiva l’articolo 48-ter per cui le imprese capogruppo, qualora i ricavi consolidati abbiano superato per ciascuno degli ultimi due esercizi consecutivi un importo complessivo di 750 milioni di euro, sono tenute a comunicare le informazioni sulle imposte sul reddito per il più recente di tali due esercizi consecutivi. Superati tali limiti, l’obbligo di comunicazione interessa anche le imprese autonome, cioè non facenti parte di un gruppo.

Chiaramente questo adempimento non si applica se il gruppo o l’impresa autonoma operano in un unico Stato membro e in nessun’altra giurisdizione fiscale. Idem l’obbligo non si applica alle banche che sono già tenute a ciò in base alla Direttiva 2013/36/Ue.