Rivalutabili i beni immateriali spesati a conto economico

L’agenzia delle Entrate ha diffuso ieri in pubblica consultazione, fino al 7 dicembre, la circolare su rivalutazioni (soggetti Oic) e riallineamenti (Oic e Ias adopter). La prima parte riguarda alcune casistiche di questi istituti. La seconda parte riguarda gli specifici settori alberghiero e termale (rivalutazione gratuita). Per gli aspetti procedurali (parte III) si veda l’altro articolo in pagina.

 

Viene confermata, sulla base del documento interpretativo Oic 7, la rivalutazione dei diritti immateriali (marchi, brevetti, know how) giuridicamente tutelati ma non iscritti in bilancio in quanto spesati a conto economico. Corollario di ciò è la possibilità di rivalutare i punti di riferimento, ovvero il diritto immateriale di produrre una determinata quantità del prodotto oggetto del consorzio di tutela. Di converso non è rivalutabile il diritto all’uso di spazi per l’esercizio di attività commerciale ottenuto gratuitamente, perché non capitalizzabile secondo l’Oic. Si può rivalutare un fabbricato integralmente considerato, ma non è consentita la rivalutazione parziale (ad esempio, la zona ufficio) dei singoli beni. Non è ammessa la rivalutazione di un impianto fotovoltaico in leasing, se l’opzione di riscatto era prevista per il 2019 ma si è concretizzata nel 2020. Sono ammesse alla rivalutazione le società che hanno sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182-bis del Rd 267/42.

 

In tema di riallineamento, viene ribadita la sua ampia applicazione in presenza di divergenze fra contabile e fiscale, non essendo ostativi precedenti riallineamenti/affrancamenti. La disciplina non si applica alle divergenze da cessioni infragruppo di beni in consolidato fiscale ex articolo 123 del Tuir (norma abrogata dal 2008). Non è consentito il riallineamento parziale né tantomeno colmare la differenza di riserve disponibili assoggettando al 3% il disallineamento e al 10% la differenza fra il disallineamento stesso e le riserve di patrimonio netto vincolabili. Ai fini del vincolo di sospensione rilevano sia gli utili 2020 ma anche le perdite. Il disallineamento rilevante è quello esistente al 31 dicembre 2019. Viene confermata la possibilità di apporre il vincolo di sospensione fiscale su riserve vincolate sotto il profilo civilistico, ma libere fiscalmente (riserve da first time adoption). Si ribadisce che la base imponibile per l’affrancamento della riserva da riallineamento è da considerarsi al lordo dell’imposta sostitutiva. Se viene apposto il vincolo su riserve di capitali poi distribuite senza affrancamento, ciò forma reddito in capo alla società che distribuisce. Non può essere riallineato il disavanzo (imputato a software) derivante da una fusione perfezionata nel 2020, in quanto non presente nel 2019. Se il right of use (Rou) non è stato riallineato con il Dl 185/08, non lo si può fare con la misura odierna, che non consente il mero passaggio da una rappresentazione contabile tradizionale a una Ias compliant. L’avviamento va riallineato come unicum e mai parziale anche se deriva da più operazioni (par. 4.1 e 4.14).