Gruppi, il bilancio consolidato facilita contributi e incentivi

Nell’ambito delle recenti misure legislative introdotte per l’emergenza da Covid – 19 è emersa in più occasioni la centralità del bilancio consolidato civilistico quale strumento informativo utile per l’accesso ai contributi e agli incentivi destinati alle imprese.

La definizione di Pmi

L’esigenza di estrapolare i dati da un bilancio consolidato per chi già lo redige in conformità alla normativa prevista dal Dlgs 127/91 o di costruire un consolidato ad hoc si è resa necessaria per determinare i parametri dimensionali previsti dal Dm 18 aprile 2005, di recepimento della Raccomandazione 2003/361/Ce, riguardanti la definizione di Pmi e, quindi, delle imprese destinatarie degli interventi adottati dal Fondo centrale di garanzia a sostegno delle Pmi.

Basti pensare ai moduli del Fondo di garanzia che devono essere compilati per beneficiarie dei finanziamenti previsti dal decreto Liquidità (Dl 23/2020). In tali moduli è richiesta l’individuazione della dimensione dell’impresa al fine di verificare se la stessa rientra o meno tra le Pmi.

Per determinare i parametri dimensionali Ue che catalogano un’impresa come Pmi, il Dm del 2005 distingue tre categorie di imprese: 1) autonome, 2) associate, 3) collegate.

Se un gruppo è già munito di un bilancio consolidato è agevolato nella compilazione dei modelli. Infatti, se per le imprese autonome il problema non si pone in quanto i dati vengono dedotti dai conti dell’impresa stessa, per le imprese associate e collegate, caratterizzate da legami partecipativi, i dati possono essere facilmente resi disponibili solo in presenza dei conti consolidati dell’impresa o dei conti consolidati in cui l’impresa è ricompresa tramite consolidamento.

In sostanza, in caso di più partecipazioni, dirette o incrociate, se il gruppo redige un consolidato è possibile prendere direttamente i dati di quest’ultimo senza ricorrere a sommatorie e/o proporzioni complicate.