• Fatturato e corrispettivi, ai fini della verifica per accedere al contributo a fondo perduto, si considerano senza Iva, tranne per i soggetti che operano la ventilazione dei contributi. La conferma nella circolare 15/E/2020. Da ieri peraltro il portale dell’agenzia delle Entrate ha iniziato a ricevere le domande.
• Per accedere al contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del Decreto Rilancio, è necessario, oltre a non aver superato la soglia di cinque milioni di ricavi nel 2019, che l’ammontare del fatturato o dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 del fatturato di aprile 2019. L’ammontare del fatturato è il dato più importante contenuto nella domanda di contributo ed è l’unico che richiede attenzione.
• Sul punto, l’agenzia delle Entrate, ha chiarito che occorre far riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate nel mese di aprile, vale a dire quelle che hanno partecipato alla liquidazione periodica.
• In pratica, devono essere considerare tutte le fatture immediate che hanno data di aprile e quelle differite il cui Ddt sia stato emesso in aprile (mentre la fattura potrebbe essere stata anche emessa in maggio). Con lo stesso principio devono essere escluse le fatture emesse entro il 15 aprile, ma relative ad operazioni effettuate nel mese di marzo.

La circolare conferma che concorrono a formare l’ammontare del fatturato anche le cessioni di beni ammortizzabili ed è logico in quanto concorrono a formare l’Iva periodica a debito. L’Agenzia ad anche le istruzioni modello dimenticano i passaggi interni per le attività separate ex articolo 36 del Dpr 633/72. Queste operazioni come le cessioni di beni ammortizzabili non concorrono a formare il volume d’affari ma ancorché si tratti di un fatturato figurativo appare difficile escluderle.
• Per semplificare le aziende vorrebbero anche considerare le operazioni fatturate e registrate, ancorché non rilevanti ai fini dell’Iva, come quelle all’articolo 15 del Dpr 633/72. L’agenzia delle Entrate non le considera facendo riferimento alle operazioni che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di aprile. Ove queste operazioni fatturate venissero considerate occorre come minimo agire coerentemente per i mesi di aprile 2019 e 2020.
• Le operazioni si considerano al netto dell’Iva, tranne nel caso di commercianti al dettaglio che applicano la ventilazione dei corrispettivi (Dm 24 febbraio 1973); si tratta di commercianti al minuto di generali alimentari e le farmacie che possono registrare i corrispettivi cumulativamente senza distinzione di aliquote.
• Questi soggetti devono applicare la stessa regola sia con riferimento alle operazioni registrate nel mese di aprile 2019 che 2020. La circolare conferma l’adozione degli importi ad Iva compresa anche per i contribuenti che operano nel regime del margine, mentre non riproduce l’analogo metodo come invece è precisato nelle istruzioni al modello per le agenzie di viaggio.

Bilanci, contributo illustrato in nota integrativa
• Il contributo a fondo perduto si iscrive nella voce A5 del conto economico: la circolare 15/E/20 con-ferma quanto anticipato sul Sole 24 Ore il 2 giugno scorso. L’articolo 25 del Dl Rilancio 34/20 riconosce un contributo a fondo perduto alle imprese che determinano il reddito in base alle disposizioni del Tuir, a condizione che l’ammontare dei ricavi nel periodo di imposta precedente non ecceda 5 milioni di euro.
• L’articolo 2425 del Codice civile prevede l’iscrizione dei contributi in conto esercizio nella voce A5 titolata «altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio»: pertanto, ne impone anche la separata evidenza.
• Il principio contabile Oic 12 «Composizione e schemi del bilancio d’esercizio», in applicazione della norma di legge, precisa che la voce A5 del conto economico comprende i contributi in conto esercizio dovuti in base a norme di legge o disposizioni contrattuali.
• Questi sono rilevati, per il principio di competenza, nell’esercizio in cui è sorto con certezza il diritto a percepirli, che può essere anche successivo all’esercizio al quale essi sono riferiti e includono anche quelli erogati in occasione di fatti eccezionali: il documento richiama, a titolo di esempio, calamità naturali come terremoti e inondazioni.
• Il principio contabile ribadisce che si tratta di contributi che hanno natura di integrazione dei ricavi dell’attività caratteristica o delle attività accessorie (diverse da quella finanziaria): è il caso del con-tributo in questione la cui entità tra l’altro è commisurata alla diminuzione del fatturato. Fatturato e ricavi non sono la stessa cosa: la circolare opportunamente precisa che sono erogati a «integrazione di mancati ricavi».
• Nella nota integrativa, in via generale, trattandosi di un ricavo di entità o incidenza eccezionali è opportuno fornire adeguata informativa, se rilevanti: infatti, l’articolo 2427 del Codice civile, relati-vo al contenuto della nota integrativa, prevede al n. 13 l’indicazione relativa a importo e natura dei singoli elementi di ricavo o di costo di entità o incidenza eccezionali.