Nuove società costituite nel 2021, SuperAce al test del capitale iniziale

Il tema della SuperAce attende diversi chiarimenti interpretativi da parte dell’agenzia delle Entrate. Tra le problematiche da sciogliere spicca, in particolare, quella dell’ambito temporale, visto che la vera differenza tecnica tra Ace e SuperAce consiste nel fatto che per determinare quest’ultima occorre eseguire un confronto puntuale tra le variazioni incrementative del patrimonio netto al 31 dicembre 2021 e al 31 dicembre 2020; mentre per l’Ace il confronto avviene tra la data di fine esercizio e quella del 31 dicembre 2010.

Se, dunque, nell’Ace ordinaria i conferimenti in denaro vanno sempre ragguagliati ad anno, nella SuperAce essi vanno figurativamente retrodatati all’inizio dell’esercizio. In tale contesto si colloca la problematica delle società neostituite nel 2021.

Base imponibile Ace per società neocostituite

La questione delle società neocostituite da sempre genera qualche dubbio circa il ragguaglio ad anno. Il Dm 3 agosto 2017, all’articolo 5, comma 10, stabilisce che per le società neocostituite si assume quale incremento «il patrimonio di costituzione» per la parte derivante da conferimenti in denaro. Inoltre, l’articolo 1, comma 6, del Dl 201/11 (norma istitutiva dell’Ace) afferma letteralmente che: «Per le aziende e le società di nuova costituzione si considera incremento tutto il patrimonio conferito».

Da questi spunti normativi sembra di poter dire che l’incremento generato dal versamento in denaro del capitale di costituzione non è soggetto a ragguaglio ad anno, come invece accade per i conferimenti in denaro o aumenti di capitali successivi al periodo d’imposta di costituzione. In tal senso si è pronunciata la dottrina, per la quale «il conferimento in denaro, per tali imprese, non è soggetto a ragguaglio in quanto l’apporto originario, per definizione, è contestuale all’inizio del periodo d’imposta» (circolare Assonime 7 giugno 2012, n. 17).

A tali posizioni, tuttavia, si contrappone un passaggio delle istruzioni, secondo cui se il periodo d’imposta è inferiore o superiore all’anno solare occorre eseguire il ragguaglio ad anno dell’incremento del patrimonio netto: in questo caso, quindi, del capitale di costituzione.

Anche le specifiche tecniche alla compilazione del rigo RS 113 del modello Redditi inducono a tale ragguaglio, che andrebbe eseguito se la data di costituzione è “interna” all’anno solare, come avviene in tutti i casi di nuove costituzioni societarie in corso d’anno.

Base imponibile SuperAce per società neocostituite

In riferimento agli incrementi di capitale proprio rilevanti ai fini SuperAce, l’articolo 19 del Dl 73/21, al comma 2, stabilisce che questi incrementi di capitale proprio, nel periodo d’imposta 2021, rilevano a partire dal primo giorno del periodo d’imposta.

Questo passaggio normativo vale certamente per i conferimenti in denaro avvenuti in un periodo d’imposta normale; ma lo stesso principio si ritiene debba valere anche per il capitale di costituzione. La tesi contraria, secondo cui sarebbe necessario comunque operare il ragguaglio ad anno a causa del fatto che il periodo d’imposta di costituzione non è pari a 365 giorni, vanificherebbe la ratio della retrodazione degli incrementi a inizio anno, che caratterizza e distingue la SuperAce rispetto all’Ace ordinaria. È ovvio, però, che sul punto si dovrà attendere la conferma o meno delle Entrate.

Se confermato, tale passaggio potrebbe essere letto come una sorta di agevolazione o incentivo alla costituzione di nuovi soggetti societari. E comunque, se non proprio di incentivo si tratta, è certo che se c’è l’intenzione di costituire una nuova società è preferibile farlo entro fine anno che all’inizio del 2022.

A questo proposito, va sottolineato che ad oggi non si sa quale sarà la sorte della SuperAce nel 2022: se, cioè, la base di calcolo del 2021 possa essere conservata con il coefficiente di remunerazione al 15%, o se essa farà parte della base complessiva dell’Ace con il coefficiente di remunerazione che verrà deciso per il 2022. La scelta normativa dipenderà da vari fattori, non ultimo l’andamento della pandemia da Covid-19, che è stato l’elemento che ha spinto il legislatore alla creazione della SuperAce.

Nel perimetro soltanto i conferimenti in denaro

La costituzione di nuove società nel corso del 2021 può avvenire anche tramite conferimenti di beni o di aziende con cui viene generato il capitale iniziale. E altre due norme favoriscono i conferimenti “aggregativi”: la possibilità di rivalutazione gratuita dei beni strumentali fino al tetto di 5 milioni di euro (Dl 34/19, articolo 11), e la trasformazione di imposte anticipate in crediti d’imposta (legge 178/20, articolo 1, commi 233 e seguenti).

Ma questi conferimenti avranno un impatto sulla SuperAce? La risposta è negativa sia per la società conferitaria neocostituita, sia per la conferente, per motivi diversi.

Per quanto riguarda la conferitaria, il capitale di costituzione rappresentato dal “bene azienda” (o anche da singoli beni) non può generare effetto SuperAce per il semplice motivo che i conferimenti in natura non rientrano nella disciplina Ace, e ciò esclude quindi dall’agevolazione il conferimento di azienda. Per la società conferente la considerazione è più complessa, poiché in realtà il differenziale tra il valore di libro dell’azienda conferita e l’eventuale maggior valore peritale genera una plusvalenza che, a certe condizioni, è iscrivibile nel conto economico.

Tale plusvalenza, in quanto componente positivo contabile, confluisce e concorre a generare l’utile di esercizio e, a tutti gli effetti, ciò generebbe le basi per applicare l’Ace, sempre che l’utile sia poi destinato a riserva. Ma una diposizione del Dm 3 agosto 2017 (articolo 5, comma 8, lettera b) esclude esplicitamente che le plusvalenze in questione possano avere una rilevanza ai fini Ace, e dunque anche ai fini Super Ace.

Sul punto, tuttavia, potrebbe essere fatto un ragionamento analogo a quello della circolare 21/E/2015 in materia di riserva da saldo attivo e impatto Ace. Se il motivo per cui la plusvalenza da conferimento di azienda non rileva ai fini Ace sta nel fatto che essa è frutto di valutazione peritale (e non di effettivo utile realizzato), si potrebbe sostenere che, nel momento in cui la partecipazione societaria ricevuta fosse ceduta a terzi, la plusvalenza diverrebbe frutto di un effettivo realizzo e non di un processo valutativo.

In quel momento, seguendo i dettami della citata circolare 21/E, si potrebbe sostenere che un importo pari alla plusvalenza depennata a suo tempo dalla base Ace divenga rilevante a tali fini. A questo punto, se il conferimento d’azienda costitutivo della società fosse avvenuto – ad esempio – nel 2020, e nel 2021 fosse ceduta la partecipazione, si creerebbero le basi per affermare una rilevanza di quella plusvalenza ai fini SuperAce.

Ovviamente un analogo ragionamento può essere riproposto in altri periodi d’imposta con rilevanza nell’Ace ordinaria. Questa tesi andrebbe però sottoposta al vaglio dell’Agenzia, perché in effetti il realizzo della partecipazione non è elemento significativo ai fini della riduzione di base Ace ex articolo 5, comma 8, del Dm 3 agosto 2017. Tale scelta era stata motivata, nella relazione illustrativa, con il fatto che la contabilizzazione del plusvalore da conferimento è proposta in vari modi dalla dottrina: non è sembrato corretto condizionare alla scelta contabile effettuata la rilevanza dell’operazione ai fini Ace.