Lavoro

Green pass obbligatorio in azienda: ecco cosa cambia dal 15 ottobre

17 Settembre 2021

Il Consiglio dei Ministri ha stabilito tramite decreto legge, nella giornata del 16 settembre, che dal 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021 scatterà l’obbligo del certificato verde per accedere a tutti i luoghi di lavoro, pubblici (interessato anche il personale di Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale) e privati (dagli uffici alle fabbriche, agli studi professionali).

Ecco cosa cambia per le aziende e i lavoratori:

Quando entra in vigore il green pass obbligatorio?

Dal 15 ottobre 2021 fino al 31 dicembre 2021.

Per chi è obbligatorio?

Per lavoratori pubblici e privati per l’ingresso nei luoghi di lavoro. L’obbligo di green pass non si applica ai soggetti esenti in possesso di idonea certificazione.

L’obbligo scatta anche per le partite Iva. Vuol dire che il pass vale anche per gli studi professionali e per i fornitori. L’obbligo di green pass si applica anche all’idraulico o all’elettricista che svolge il suo lavoro nel pubblico e nel privato.

Chi è esentato dal presentare il green pass in azienda?
  • Soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica;
  • Coloro che hanno avuto una reazione allergica grave dopo una dose di vaccino o a qualsiasi componente del vaccino (si potrebbe comunque considerare la possibilità di utilizzare un vaccino diverso, ma in questo caso sarebbe preferibile prima effettuare una consulenza allergologica);
  • Donne in gravidanza; il vaccino non è controindicato ma la diretta interessata può farsi rilasciare dal medico un certificato di esenzione temporanea dalla vaccinazione. Non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione nemmeno l’allattamento e alla donna che allatta non viene rilasciato alcun certificato di esenzione;
  • Coloro che hanno avuto una manifestazione della sindrome di Guillain-Barrè nelle 6 settimane successive dalla somministrazione del vaccino anti-Covid. In questo caso si può sempre considerare l’utilizzo di un diverso vaccino;
  • Coloro che hanno fatto registrare casi di miocardite o pericardite dopo la vaccinazione con Pfizer o con Moderna (anche qui di concerto con un esperto si può considerare di completare il ciclo sottoponendosi per la seconda dose ad un diverso tipo di vaccino).
Chi controlla il green pass in azienda?

La verifica del possesso del certificato per i lavoratori esterni “sul rispetto delle prescrizioni è effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro”; questi, secondo l’art. 2 comma 5, dovranno definire entro il 15 ottobre 2021 le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi.

Per il lavoro privato quando scatta la sospensione per chi non ha il green pass?

Al momento della verifica chi non ha il green pass non potrà accedere all’interno dei luoghi di lavoro verrà considerato assente ingiustificato. Dopo cinque giorni di assenza ingiustificata, nell’ambito del comparto pubblico, e solo un giorno nel privato, “il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti retribuzione e altri compensi o emolumenti”. La riammissione in servizio è subordinata al possesso di valida certificazione verde. La sospensione del rapporto di lavoro non è qualificabile come sanzione disciplinare.

L’accesso, senza il certificato, rappresenta un “illecito disciplinare” e come tale sarà sanzionato. Il provvedimento non fa alcun accenno o riferimento, invece, allo smart working. La questione è stata affrontata anche nel corso della conferenza stampa di presentazione del provvedimento ed è stata però rinviata ad un ulteriore confronto con le parti sociali.

I lavoratori privati che non presentano il green pass saranno licenziati?

No, saranno sanzionati: sanzioni pecuniarie e sospensioni per assenza ingiustificata. Non è previsto il licenziamento.

Sono previste sanzioni pecuniarie per lavoratori senza pass e datori di lavoro?

Sono previste sanzioni pecuniarie tra i 600 e 1.500 euro per i lavoratori sorpresi all’interno del luogo di lavoro senza green pass. Queste sanzioni sono irrogate dai prefetti. Il datore di lavoro rischia una sanzione da 400 a mille euro. I controlli sono a carico dei datori di lavoro.

Tamponi e validità green pass
Come ottenere il green pass?

Per ottenere la certificazione, come ormai noto, è necessaria almeno una delle tre condizioni:

  • aver fatto il vaccino anti Covid (in Italia viene emessa sia alla prima dose sia al completamento del ciclo vaccinale);
  • essere guariti dal Covid negli ultimi 6 mesi;
  • essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore.
Dopo un tampone per quanto rimane valido il green pass?

La certificazione verde che arriva dopo un tampone molecolare o antigenico rapido negativo è valida 48 ore dall’ora del prelievo del tampone. Il governo ha già dato parere favorevole all’estensione a 72 ore della validità solo del tampone molecolare (si tratta di un emendamento al decreto green pass in Parlamento).

Dopo la prima dose di vaccino si devono ancora attendere 15 giorni?

No, non bisognerà più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino anticovid per avere il green pass, ma lo si otterrà subito dopo la prima somministrazione. Il decreto modifica la normativa attuale sostituendo il passaggio in cui si affermava che la certificazione era valida «dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione» con le parole «dalla medesima somministrazione».

Quanto tempo è valido il green pass per chi ha completato il ciclo vaccinale?

Per le persone che hanno completato il ciclo vaccinale il certificato verde è valido un anno dalla data dell’ultima somministrazione, grazie alla previsione introdotta nella fase di conversione in legge del primo decreto Covid. Anche per il vaccino a dose unica J&J.

Sono previsti tamponi gratuiti per chi non è vaccinato?

Il tampone sarà gratuito solo per le persone fragili.

Il prezzo calmierato per i tamponi rapidi nelle farmacie convenzionate è stato prorogato dal 30 settembre al 31 dicembre 2021. Si pagano 15 euro, anziché 22, per gli adulti e 8 euro dai 12 ai 18 anni.

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