Fabio Corno ha curato l’edizione italiana dell’Impresa saggia (edito da Guerini) degli autori Ikujiro Nonaka e Hirotaka Takeuchi, padri intellettuali del concetto del knolowedge management (oggi in uscita nelle librerie).

Questo libro ha significato molto per Fabio Corno, che conosce Nonaka da oltre trent’anni, e per molteplici ragioni ha voluto curare l’edizione italiana.

In primis, per il ruolo fondamentale della conoscenza nella creazione dell’innovazione, per la sua declinazione pratica del concetto di responsabilità sociale delle imprese e per la proposta di un nuovo modello che guidi la trasformazione della conoscenza in saggezza.

L’impresa saggia è un’importante guida teorica e pratica su come diventare ‘leader saggi’ contribuendo al bene dell’intera società, pensata proprio per imprenditori, amministratori delegati e manager ad ogni livello.

La chiave di volta per lo sviluppo di una innovazione continua è riuscire a sviluppare una saggezza pratica, plasmata dai valori, dall’etica e dalla morale. Una saggezza “agita” nei ba, spazi (fisici, virtuali o mentali) condivisi, capaci di consentire a una comunità di condividere contesti ed esperienze e di creare nuova conoscenza e innovazione, a livello sia aziendale che sociale. Tutti devono essere orientati a fare della creazione della conoscenza uno stile di vita valido per ognuno, un obiettivo capace di generare una innovazione continua, migliorando il rendimento delle organizzazioni e arricchendo al tempo stesso le nostre vite.

“La creazione del futuro deve andare oltre l’interesse ristretto dell’impresa. A imprenditori e manager si chiede di mantenere la testa alta; domandarsi se le decisioni sono buone per la società, come lo sono per le loro imprese. I vertici di un’impresa devono far convergere le loro persone, aiutandole a “condividere sentimenti, emozioni e punti di vista” e a capire in modo intuitivo il contesto in cui si trovano, così da riuscire ad agire in modo appropriato”, spiega Fabio Corno nell’introduzione al libro.

L’invito a imprenditori e manager è quello di “interrogarsi su quale tipo di futuro vogliamo creare per noi, per i nostri figli e per l’intera comunità”.

I due autori, dunque, hanno saputo declinare le buone pratiche concrete per portare in azienda un management umano-centrico, capace di valorizzare il contributo delle persone anche di fronte alla accelerazione estrema della tecnologia che caratterizza il nostro tempo.

La lettura di questo saggio potrà aiutare le aziende e i business leader ad attraversare il ponte tra teoria e pratica.

Approfondisci i contenuti del libro nell’articolo del Giornale di Monza, leggi qui