Il credito d’imposta sui negozi può arrivare anche a “pareggiare” l’Imu da versare nel 2020. In media, però, copre i tre quarti dell’imposta immobiliare. Ad esempio, su un locale di 70 metri quadrati in zona semicentrale a Genova – con un canone mensile di 561 euro (dati Nomisma) – il tax credit è al massimo di 1.009 euro; l’Imu a carico del proprietario 1.483 euro.

Le simulazioni del Sole 24 Ore del Lunedì aiutano a “pesare” il nuovo credito d’imposta introdotto dal decreto Rilancio (articolo 28). Un bonus che può essere usato dall’inquilino in compensazione “orizzontale” (per pagare tra l’altro la Tari sui rifiuti, l’Irpef e l’Ires) oppure ceduto – anche in parte – ad altri soggetti, comprese le banche o il locatore.

L’uso diretto del bonus è stato sbloccato sabato 7 giugno dalla risoluzione 32/E, che ha istituito il codice tributo «6920» da indicare nel modello F24.

Un incrocio di requisiti e condizioni

L’impatto del credito, comunque, può variare molto. In base al canone, innanzitutto.

Ma anche alla rendita catastale, da cui dipende l’Imu. Le simulazioni sugli uffici (categoria A/10) mostrano rispetto ai negozi un’incidenza media più elevata, che a Cagliari, Firenze, Napoli e Palermo supera il conto annuo dell’imposta municipale.

Non è detto, però, che il bonus sia sempre al massimo. Per avere il 60% sul canone di marzo, aprile e maggio, serve un fatturato dimezzato in ognuno dei tre mesi; e bisogna aver pagato il canone (o comunque farlo entro il 31 dicembre). Inoltre, il credito si riduce al 30% per i contratti a prestazioni complesse e l’affitto d’azienda, che è molto diffuso per i negozi nei centri commerciali, anche se spesso “nasconde” una normale locazione.

Le Entrate (circolare 14/E) hanno chiarito che, se l’inquilino cede il credito al locatore, può “scontarlo” dal canone dovuto. Così, su un canone – poniamo – di 1.000, si può versare 400 in denaro e per il resto trasferire il bonus. «È un’apertura molto positiva, cui si aggiunge quella che consente di applicare il credito a tutte le categorie catastali, comprese le abitazioni affittate come studi professionali», osserva Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.