Industria 4.0, test convenienza sul bonus investimenti da usare

Per gli investimenti Industria 4.0. il bonus si usufruisce solo dopo l’interconnessione, ma l’agevolazione resta quella in vigore al momento di effettuazione dell’investimento. La risposta a interpello 394/2021, nel ribadire il principio, ha ricordato che, anche nella interconnessione ritardata, i requisiti 4.0 devono sussistere al momento della prima entrata in funzione del bene. Ancora da chiarire le problematiche derivanti dalla sovrapposizione nel 2020 e nel primo semestre 2021 di distinte norme agevolative.

Dall’iper ai crediti di imposta

Per gli investimenti in beni strumentali 4.0 (allegato A alla legge 232/2016) realizzati nell’esercizio 2020 tendono a sovrapporsi tre agevolazioni distinte, legate alla data esatta di effettuazione e all’esistenza o meno di una “prenotazione” (ordine e acconto del 20%) precedente.

Per i beni acquisiti nell’intero anno a fronte di prenotazioni del 2019, l’incentivo spettante è quello dell’iperammortamento ai sensi della legge 145/2018. La variazione in diminuzione da riportare nelle dichiarazioni dei redditi si calcola applicando al costo le percentuali riportate nella tabella a lato. Se l’entrata in funzione e l’interconnessione (o anche solo quest’ultima), con la relativa attestazione o perizia, è avvenuta nel 2021 la prima tranche di beneficio si dedurrà nella dichiarazione Redditi 2022 ma resterà sempre applicabile il regime vigente nel 2020. Il tax credit (sostitutivo dell’iperammortamento) introdotto dalla legge 160/2019 è infatti espressamente escluso in presenza di una prenotazione del 2019.

Doppio credito dal 16 novembre

Mancando la prenotazione 2019, gli investimenti del 2020 entrano nel regime dei crediti di imposta e qui le cose si complicano. Se il momento di effettuazione (data di consegna o spedizione, o di ultimazione per i beni in appalto) cade entro il 15 novembre 2020, si sfrutta il credito della legge 160 che ha un tetto massimo agevolabile di 10 milioni e percentuali del 40% e del 20% per scaglioni. Se invece la data dell’investimento ricade negli ultimi 45 giorni dell’anno, si affianca il bonus della legge 178/2020 che ha una soglia massima di 20 milioni e percentuali sui primi due scaglioni del 50% e del 30%. Stesso regime sovrapposto per i cespiti acquistati nel primo semestre 2021: se c’è stata prenotazione nel 2020, vale la legge 160 (misura meno conveniente), diversamente si applica la 178.